Elezioni europee 2019: come arrivarci senza l’ansia da prestazione.

Nelle ultime settimane più di una persona mi ha chiesto di aiutarla a capirci qualcosa delle elezioni europee (aka dirgli chi votare). 

Questa nomina ad influencer elettorale mi lascia perplessa ma sono riuscita a darmi una spiegazione: le elezioni mandano le persone come me nel panico. 

Ogni volta che c’è da votare, io mi sento in colpa. Sono nata e cresciuta in un contesto (Bologna, anni ’90) molto fertile dal punto di vista dell’impegno politico e civile, sono stata educata a “pensare collettivo” e a credere che la partecipazione sia un bellissimo diritto ma anche un dovere. 

Sono poi passati 20 anni da quando cantavamo “Bella ciao” alla festa di fine anno sulle scale della scuola elementare e di quella promessa collettiva non è rimasto molto. 

Potremmo iniziare una litania infinita su perchè noi giovani (siamo ancora giovani, vero?) non crediamo nella politica (prima venne Tangentopoli, poi la seconda Repubblica, poi Berlusconi, poi la crisi, poi gli smartphone, ecc …), quello che invece vorrei sottolineare è che nonostante le delusioni e disillusioni molti di noi a votare ci vanno ancora

Il problema però è che siamo talmente distaccati dalla vita politica (colpa loro – colpa nostra, non è il punto) che, pur sentendoci in dovere di recarci alle urne, non sappiamo che pesci pigliare e ci tocca anche un po’ l’orgoglio ammettere la nostra incompetenza in questo mondo di tuttologi

Come uscire allora dal seggio segna rimpianti? Ecco i miei personalissimi consigli: 

NIENTE SCORCIATOIE: ho ormai accumulato un certo numero di timbri sulla scheda elettorale e l’esperienza mi ha insegnato che informarsi il giorno stesso non è molto furbo. Si torna in un attimo nel panico liceale da “domani mi interroga su tutto il programma e non ho ancora aperto libro” e francamente io vorrei lasciare le ansia scolastiche al loro posto, il passato. Le elezioni sono una questione complessa e, come tutto ciò che è complesso, richiedono tempo e sforzo. Non esistono risposte immediate. Prenditi il tempo necessario per informarti. Mancano due settimane alle elezioni, hai tutto il tempo per arrivarci preparato. Oggi è il giorno buono per iniziare. 

CHIEDITI PERCHè: Prima di iniziare a informarti, chiediti perché vai a votare. Parlavo l’altro giorno con una persona che mi diceva che voterà il partito che le offrirà di più, come se scegliere un partito fosse uguale a scegliere un abbonamento in palestra. Personalmente partirò da questa domanda: che tipo di Europa voglio creare? Cosa posso offrire io all’Europa con il mio voto? Già rispondere a questa domanda ti aiuterà a fare chiarezza su che strada percorrere. Voglio un’Europa più securitaria o più aperta? Più verde o più grigia? Con più poteri o meno poteri? Non importa se poi non troverai un partito che risponda al 100% alla tua idea d’Europa o di cui riuscirai davvero a fidarti, non puoi iniziare la tua ricerca senza sapere cosa stai cercando. 

CHIEDITI COSA. Lo sai per che cosa si vota? Come funzionano le elezioni? Cosa devi scrivere sulla scheda? Quando si vota? Non è un’interrogazione, non c’è nulla di male a non sapere queste cose. L’ignoranza è una colpa solo nel momento in cui la si accetta. Sta mattina mi sono svegliata e non avevo poi così chiare le risposte alle domande di cui sopra. Ecco alcuni link utili per avere risposte concise e chiare su cosa siamo chiamati a votare e come funzionano le elezioni europee. 

http://www.europarl.europa.eu/italy/it/elezioni-europee-2019/ee2019-istruzioni-per-l-uso

CHIEDITI CHI. Qui è dura, lo so. Puoi partire dai candidati o dai partiti ma secondo me dovresti passare per entrambi. Una persona mi disse una volta che avrebbe votato un candidato di Lega perché lo conosceva ed era una brava persona. Capisco il ragionamento ma non lo condivido. Essere una brava persona è il minimo per chi fa il politico. Puoi essere anche una persona affidabile, pragmatica e illuminata ma se quelle doti le metti a disposizione di un programma che non condivido, mi dispiace ma per te la miss/mr candidato ideale finisce qui.

Forse la cosa più sensata è fare una prima scrematura. Io so già che alcuni partiti non avranno mai il mio voto e in un’ottica di tempo e risorse limitate, non proverò neanche a leggere i loro programmi. Sarebbe molto utile farlo per capire da che parte sta girando il mondo ma ora devo restare focalizzata sulla mia scelta elettorale. In tutti i siti dei partiti candidati e dei gruppi europei ci sono video, documenti, slogan. Fai una ricerca, leggi, ascolta. 

Non devi sapere tutto di tutti, non serve. Again, non sei più a scuola. Tieni presente che quando prendiamo una decisione non abbiamo mai tutti gli elementi per capire quale sia davvero la scelta migliore. Leggendo i programmi però potrai almeno intuire se chi parla ha davvero un’idea di quello che dovrà fare per te o se sono solo belle parole per rimorchiarti. 

Ecco alcuni siti che ho guardato sta mattina e mi sembrano utili in questo senso: 

http://www.europarl.europa.eu/about-parliament/it/organisation-and-rules/organisation/political-groups

Io posso dirmi esperta di un’unico argomento, l’immigrazione. Per mia (s)fortuna, tutti i programmi toccano questo punto. Penso quindi che partirò da quello, non potrei mai prescindere dalle posizioni di un partito su questo argomento per scegliere chi votare. Magari se anche tu conosci bene un settore, ci lavori dentro o ti interessa perché che ne so, stai pensando di aprire un’attività, allora potresti partire dall’informarti sulle posizioni dei vari partiti su quel tema. 

Ultima cosa che mi viene in mente, i candidati. Qui è durissima. Come si fa a fidarsi di un candidato dal nulla? Io avevo solo una candidata che ero certa avrei votato questo giro perché la seguo da anni ed è una persona che si è conquistata la mia fiducia. Ho scoperto sta mattina che non si ricandida alle europee (per la serie never a joy). La cosa più sensata forse sarebbe prepararsi psicologicamente a farsi venire l’emicrania e ascoltare un po’ di dibattiti in tv, ma non assicuro risultati. 

NON DELEGARE. In un mondo smart come questo, leggere i programmi elettorali è demodè. Il problema è che se chiedi a qualcun altro di farti un riassunto, quel qualcun altro rimasticherà la sue informazioni, ti darà la sua versione, si concentrerà sui punti che a lui/lei interessano di più. Per questo devi andare alla fonte anche se è uno sbatti. E ti prego, non fare quei test improbabili che si trovano online per sapere che partito votare. A me i test piacciono ma vanno bene solo se sei sotto l’ombrellone e devi capire quanto sei bad girl, che tipo di vacanza sei e quanta voglia hai di innamorarti (è bastato scrivere “test cosmopolitan” su google per trovare queste perle). 

Non mi vengono in mente altre cose, vorrei concludere solo dicendo che a me votare piace. Mi piace tornare alla mia scuola elementare e vedere tante persone che fanno la stessa strada con la scheda elettorale in mano, qualunque sarà poi il partito che sceglieranno. Mi fa sentire ancora parte di qualcosa ed è una sensazione che poche occasioni riescono a darmi. Forse oggi ai bimbi della mia scuola elementare non gliela fanno più cantare “Bella ciao” ma ogni volta che ripercorro quei corridoi mi sento grata per l’eredità che ho ricevuto e mi viene voglia di farmi tornare un briciolo di speranza nella politica, se non per me, per quei marmocchi adorabili che dopo lo spoglio delle urne torneranno a studiare sui miei stessi banchi. Sì, mi sa che sto invecchiando. 

Buona informazione a tutte e tutti. 

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