Quando Filippo è arrivato e ha cambiato la mia vita

Caro boy, 

Oggi vorrei raccontarti una cosa. 

Non te l’ho raccontata prima perché mi hanno sempre detto che i panni sporchi si lavano in casa propria e che di certe cose era meglio che tu non ne sapessi niente. Poi però a forza di lavare questi panni da sola mi è venuto in mente che forse se sapessi quanto è faticoso farlo mi daresti una mano. Ne avrei proprio bisogno, sai? 

Ci sarebbero un sacco di parole e di giri di parole che potrei usare per farti capire quello di cui vorrei parlarti oggi ma tutte queste espressioni sono brutte. Non so se sia perché mi hanno sempre detto che quella cosa di cui vorrei parlarti è una cosa di cui mi dovrei vergognare o se sia solo una questione di vocali e consonanti accostate male. 

Per ora chiamiamola Filippo, ok?

Per farla breve, un giorno è arrivato Filippo. Me l’avevo detto che prima o poi sarebbe arrivato. È arrivato quando meno me lo sarei aspettata, come quegli amori che ti cambiano la vita. Filippo è arrivato in una calda sera d’estate mentre ero al mare in villeggiatura con mia nonna nel direi 2002/2003, non ricordo. 

É arrivato e non se n’è più andato. Da allora torna ciclicamente a trovarmi senza avvisare. Tendenzialmente quando ho un appuntamento, sono in vacanza o devo correre una maratona (scherzo, non ho mai corso nessuna maratona)

Io a Filippo non ho mai chiesto di tornare. Non sai le scenate di gelosia che mi sono dovuta sorbire da certi boys. “Di nuovo Filippo?”, “Se dormi con Filippo allora io torno a dormire a casa mia”. Ma ti ripeto, io Filippo non l’ho mai invitato e manco mi piace restare da sola con lui. Poi pensa, se Filippo un mese non arriva, i boys si prendono ancora più male, alcuni si fanno addirittura di nebbia.
Filippo oltreché appiccicoso, è pure costoso. Se consideri che da quella calda notte d’estate ogni mese mi è costato intorno agli 8 euro, in questi anni ho speso circa 1500 euro per mantenere Filippo. Per non parlare di tutti i mal di testa e mal di pancia che mi ha fatto venire e di tutto l’ibuprofene che ho dovuto comprare per sopportarlo. 

Dai ormai l’avrai capito. Filippo lo conosci pure tu. 
No, non il principe azzurro della Bella Addormentata. Dico quell’altro di Filippo…
Quello che di cognome fa Mestruazioni. 
Te l’avevo detto no che quella parola suonava male?
Mestruazioni, mestruazioni, mestruazioni. Ammetti che ti fa venire i brividi quella parola (siamo in due, non temere).
Dai non ti ho fregato, ero onesta quando ti dicevo che era una cosa di cui non stava bene parlare e letterale quando ti dicevo che si trattava di panni sporchi che ho dovuto imparare presto a gestire da sola. 

Come avrai intuito le mestruazioni sono un po’ una rottura di balle. Anche quando mi sforzo di  pensare che siano una cosa naturale, che mi allineano con i cicli lunari, che quando meno sono feconda, continuo ad essere convinta che siano innanzitutto una bella rottura di coglioni o meglio, di ovaie. 

Le mestruazioni sono un tabù enorme. Sono innominabili, imbarazzano, danno i brividi. Da sempre odio quella parola. Ricordo benissimo quando da ragazzina sentivo mia madre raccontare alle altre madri dell’arrivo di Filippo e cercavo in ogni modo di non sentire quella parola, di rimuoverla. Mi sudavano le ascelle, diventavo rossa, mi sentivo sporca. 
E tutto questo va in un certo senso avanti anche oggi. Pensa che l’unico modo per nominarle senza sentirmi a disagio è non dire il soggetto… “mi sono venute”, you know. 
Non solo noi ragazze ci vergogniamo a parlare di mestruazioni ma di mestruazioni non siamo neanche autorizzate a parlare. 
E da qui il nome Filippo. La mia insegnate di storia dell’arte del liceo non mandava mai nessuno in bagno durante le sue ore, mai. L’unico modo per essere autorizzate era dire che “era arrivato Filippo” che sostanzialmente significava sbandierare davanti a tutta la classe che sì, stavi perdendo sangue. 
Io avevo pure mio fratello che si chiama Filippo e sta roba delle mestruazioni che si chiamavano Filippo forse ha compromesso più di un po’ i nostri rapporti. 
Ho sempre trovato molto ironica questa storia. Pur trattandosi di una cosa esclusivamente femminile, l’unico nome che eravamo autorizzate a dargli ad alta voce era maschile. 

Le mestruazioni non si possono neanche far vedere. Che imbarazzo alle medie quando mi alzai dal banco e mi accorsi di avere i pantaloni pieni di sangue. Per fortuna, ai tempi, si usavano i vestiti di 10 taglie più grandi e bastava mettersi la felpa in vita e correre a casa. Non erano però mancate le prese in giro da parte dei bulli della classe e i pianti sul letto tra le braccia di mia madre. Le amicizie di una vita di sono consolidate proprio controllandoci a vicenda le chiappe. 

Anche gli assorbenti devono restare top secret. Subito veniamo istruite dall’amica che le avute prima di noi all’arte secolare di nascondere gli assorbenti. Ci sono varie tecniche: innanzitutto le tasche, se non hai le tasche puoi provare tra la pancia e la maglietta, se hai una maglietta aderente puoi accartocciarli nella mano e stringerli fortissimo (ma tanto si vedono sempre e comunque).
Il mio nascondiglio preferito però resta quello che definirei a matrioska ovvero mettere l’assorbente dentro una pochette, mettere la pochette dentro una trousse, mettere la trousse dentro l’unica tasca con la cerniera della borsa e andare in bagno con tutta questa roba sperando che ci sia almeno un attaccapanni o un termosifone a cui appoggiarti.
Tutto questo perchè tenere in mano un assorbente pulito avvolto in una plastichina dal colore accattivante crea vergogna anche se non siamo più alle medie.
Poi ci sono delle cose super divertenti… Tipo quando girano leggende medievali assurde come quella che dice che fare il bagno con il ciclo non fa bene. Ti rendi conto? Ti dicono che fai schifo perché perdi sangue e pure che non puoi lavarti se no blocchi il ciclo. (La verità è che non si blocca un bel niente, ricordo docce eterne nella speranza che finissero e no, non finiscono). 

Insomma boy, io non ho mai sentito nessuna di noi felice di avercele. Mai. (L’unica eccezione è se non ti venivano da un po’ e già ti aspettavi di trovare la cicogna sul tetto. Allora le ami tantissimo. Ma è l’unica eccezione). 
Vivere così è sfinente. Nascondersi è sfinente, dover fare tutto come se niente fosse mentre senti le tue ovaie suicidarsi dentro, è sfinente. Lo è anche dover lottare con un sacco di pregiudizi che dicono che diventiamo delle pazze isteriche ogni 28 giorni del mese. Ma non pensi che anche tu diventeresti un pazzo isterico a vivere così? Con un fiume in piena tra le gambe da tenere nascosto?

Boy, we need you. Davvero. Le mestruazioni non possono più essere considerate una cosa che riguarda solo noi. Ma lo sai che i tuoi rasoi sono tassati al 4% mentre gli assorbenti al 22%? Eppure tu senza raderti sei un hipster figo, io senza assorbenti non potrei uscire di casa (cosa che accade in molti paesi del mondo tra l’altro). 

Hai un privilegio boy, non hai il ciclo. Non avere il ciclo è un privilegio, penso che tu ormai l’abbia capito. Ed è per questo ma ci devi aiutare perchè siamo più della metà della specie umana presente sulla terra e siamo sfinite. Se ci pensi questa cosa delle mestruazioni torna utile anche a te visto che senza la specie umana sarebbe già bella che estinta. Noi ci prendiamo questa incombenza per portare avanti il genere umano (certo che servi anche tu, ma ammettiamolo, i tuoi oneri riproduttivi sono molto più piacevoli dei nostri), tu però dacci una mano. E non perchè devi essere il nostro principe azzurro virile pronto a portarci in salvo ma perchè siamo degli esseri umani e il nostro diritto alla salute include anche avere le mestruazioni in modo dignitoso.

Come? Ecco 5 cose che puoi fare da ora per aiutarci (e fidati non c’è nulla di più sexy di un uomo che rispetta le donne):

  • NON DERIDERCI: basta battute sul ciclo. Ormai l’hai capito perchè siamo isteriche in quei giorni del mese e perchè abbiamo bisogno di andare in bagno in coppia, penso non avrai più voglia di riderci su neanche tu. Noi invece possiamo continuare a scherzarci sopra. Perchè? Perchè per noi è sopravvivenza, per te è sopraffazione. Non farlo. Puoi essere migliore di così.
  • SCANDALIZZATI: il governo la settimana scorsa ha bocciato la proposta di ridurre l’iva sugli assorbenti dal 22 al 4%. Scandalizzati come se anche tu dovessi comprare gli assorbenti ogni mese (e proponi alla tua morosa di inserire i suoi assorbenti tra le spese comuni). 
  • GUARDATI ATTORNO: se condividi un bagno (per esempio in ufficio) con delle donne, assicurati che ci sia un attaccapanni o una mensola dove sia possibile appoggiare le proprie cose e anche un cestino, così non dovremmo più uscire dal bagno con i nostri assorbenti sporchi in mano o tenerceli nella borsa. Potresti anche proporre che nel tuo ufficio, così come la carta igienica, ci siano degli assorbenti a disposizione. Comportati come se anche tu avessi il ciclo.
    Ma perchè non lo fate voi? Hai ragione. Non è semplice con tutta la vergogna che c’è attorno all’argomento ma ci proviamo. Se tu ci aiuti però facciamo prima. Perchè? Perchè sei un uomo e la tua parola conta di più della nostra anche se né tu né io vorremmo fosse così. 
  • NON PRENDERLA SUL PERSONALE SE ABBIAMO IL CICLO: ognuno gestisce il sesso durante il ciclo come vuole ma non farci sentire in colpa per avere il ciclo. È da stronzi e tu non sei uno stronzo. 
  • DILLO AD ALTA VOCE: faccio fatica pure io ma ci ci dobbiamo provare. Diciamo 10 volte ad alta voce quella parola. Mestruazioni, mestruazioni, mestruazioni, mestruazioni, mestruazioni, mestruazioni, mestruazioni, mestruazioni, mestruazioni, mestruazioni. Finché non inizieremo a parlarne resterà un tabù e i tabù ci fanno male. Creano segregazione e sottomissione. Ci fanno sentire piccole e fragili. Ci fanno provare vergogna e voglia di nasconderci e noi non possiamo più permetterci di farlo 5 giorni al mese per 30 anni. 
  • +1: Mentre scrivevo questo post, per sicurezza, ho controllato online la questione dell’iva sugli assorbenti. É bastato scrivere su google “iva + assorbenti” perchè mi apparissero dichiarazioni esilaranti di politici uomini sul tema. “Usate la coppetta mestruale”, “Usate i pannolini lavabili perchè non inquinano”. Ecco, lovely boy, questo si chiama MANSPLANING. Non farlo. Ti rende ridicolo e ci fa del male. Per tua fortuna non saprai mai cosa significa avere le mestruazioni, non spiegarci come dovremmo gestirle e come dovremmo sentirci a riguardo. 

Grazie, lovely boy, per avermi ascoltato. Lo so che non è facile rimboccarsi le maniche e mettersi a lavare i panni sporchi degli altri. Ma ormai l’hai capito che questi panni sono pure i tuoi, no? 

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