Libri che ho letto in vacanza (e consiglio)

Da qualche anno a questa parte ho ripreso a leggere, un po’ perchè sono un’acquirente compulsiva e vedere tutti quei libri sul comodino mai aperti mi fa sentire in colpa, un po’ per combattere la dipendenza da social media, un po’ perchè leggere mi piace. 
A me non piace leggere tutto, anzi. Se c’è una cosa che mi infastidisce è comprare un libro, iniziarlo, aspettare pagina dopo pagina che scatti la scintilla e poi niente. Ma, come in amore, ci tocca rischiare.
Devo dire che mi piacciono sempre i soliti libri: saggi scritti in modo chiaro, fruibili anche da chi non ci capisce nulla del tema; libri motivazionali/ di crescita personale; romanzi sulla famiglia e l’amore anche senza pretese purché esenti da pataccate romatiche alla Fabio Volo. 

Prescindendo da qualsiasi velleità di critica letteraria (assolutamente fuori dalla mia portata), ecco alcuni libri che ho letto nel corso delle vacanze negli anni precedenti e che mi sento di consigliare. 
Per selezionarli ho scelto due criteri:
1) libri che ho finito di leggere (cosa per me non scontata),
2) libri che ho letto più di una volta o che comunque ho in mente di rileggere (criterio più che autorevole in questo mondo usa e getta). 

Ultima premessa, alcuni di questi libri sono in inglese, esiste la versione italiana ma sono convinta ti piaceranno molto di più in lingua originale. Ti assicuro che se li ho letti io, non sono affatto complessi. 

ELIZABETH GILBERT – BIG MAGIC
Questo libro l’ho comprato di ritorno da Londra l’estate scorsa, era da tanto tempo che volevo leggerlo ma ogni volta in aeroporto non c’era. L’autrice è la stessa di Eat. Pray. Love. (altro libro ora che ci penso che devo finire di leggere). Questo libro è un saggio sulla creatività, su come entrare in contatto con il proprio estro creativo e come portarlo a compimento. Non è un manuale, è un libro pieno di riflessioni e discorsi molto terra terra che però sono stati in grado di smuovere qualcosa dentro di me in un momento in cui ne avevo bisogno. 
Te lo consiglio se sei un creativo stanco o se sei stanco di non essere creativo. 
Se vuoi farti un’idea dei contenuti, online trovi anche il Ted Talk che ha ispirato il libro.
https://www.youtube.com/watch?v=86x-u-tz0MA

So this, I believe, is the central question upon which all creative living hinges: Do you have the courage to bring forth the treasure that are hidden within you? 
Look, I don’t know what’s hidden within you. I have to way of knowing such a thing. You yourself may barely know, although I suspect you’ve caught glimpses. I don’t know your capacities, your aspirations, your longings, your secret talents. But surely something wonderful is sheltered inside you…
”.

MICHELA MARZANO – L’AMORE CHE MI RESTA
Anche questo libro l’ho letto l’estate scorsa sul treno regionale che ogni domenica sera mi riportava dalla riviera a casa per andare al lavoro. È il primo romanzo di Michela Marzano (le opere precedenti sono tutte saggi) e racconta l’intreccio di due percorsi, quello di Giada e di sua madre Daria. É un libro che parla di suicidio, quello di Giada con cui si apre il romanzo, di adozione, di famiglie, di amore e di vuoto. 
Pur raccontando una storia così particolare, il romanzo riesce con la dolcezza dei piccoli dettagli a toccare sentimenti universali, a trovare le parole esatte per descrivere la sofferenza più profonda di chi perde l’amore e la difficoltà di ogni madre di accettare la sofferenza e il vuoto che tutti i figli, a modo loro, si portano dentro. 
Un libro delicato, profondo, non pesante. 

La frustrazione e la mancanza si imparano subito. Nessuna madre è perfetta. Nessuna madre è capace. Nessuna madre va bene.
L’importante è accogliere. È questo l’amore. Che non ripara niente, ma accetta. Non basta mai, ma soccorre. Il mio errore è stato quello di pensare che il mio amore ti avrebbe salvata, esattamente come il tuo arrivo aveva salvato me. Ma nessuno salva nessuno, nemmeno tu potevi salvarmi, dovevo solo fare la pace dentro di me, come te, anche tu dovevi fare la pace dentro”.

GIULIA BLASI – MANUALE PER RAGAZZE RIVOLUZIONARIE. PERCHè IL FEMMINISMO CI RENDE FELICI
Questo libro è un manuale a tutti gli effetti sia per chi vuole conoscere il femminismo sia per chi vuole divulgarlo. Se lo leggerete scoprirete che anche le donne possono essere maschiliste, che la sindrome dell’impostore ce la inculcano e non è innata dentro di noi e che noi donne possiamo essere complici anziché in perenne competizione tra di noi.
Il mio capitolo preferito si intitola “ La gestione del cretino” e si apre con una colorata lista di tutti i cretini che ci tocca incontrare mentre facciamo la rivoluzione. Il mio cretino del cuore?  “Cretino alfabetizzato: Si crede furbissimo e fa il giro largo per coglierti in fallo, granulandoti di domande retoriche, false premesse e conclusioni arbitrarie. Purtroppo per lui, è un cretino e tu no”. 
Insomma una bocca d’aria fresca in questo difficile mondo patriarcale. 

Da qualche giorno su youtube è disponibile il suo recente Ted Talk, “Leading the revolution”, in pochi minuti vi renderete conto di che mente brillante sia Giulia Blasi.
https://www.youtube.com/watch?v=bJVRSYC8JqQ

Fare la rivoluzione non è indolore. Le nostre madri e nonne, che hanno lottato per le briciole scosse dalla tavola dei patriarchi, sono state ridicolizzate e aggredite, insultate ed emarginate. Eppure hanno tenuto duro perchè la posta in gioco era alta. Oggi ribellarsi contro il patriarcato prevede di rendersi un po’ antipatiche, perchè il sessismo è dappertutto come l’olio di palma. E a differenza dell’olio di palma fa davvero male alla salute”. 

AUDREY NIFFENEGGER – THE TIME TRAVELER’S WIFE 
Questo romanzo ha ispirato una delle mie commedie preferite che guardo e riguardo nei giorni uggiosi ovvero Upon time – questione di tempo. 
Il romanzo in realtà ha una trama abbastanza diversa dal film perchè in questo caso il protagonista, che appunto viaggia nel tempo, non è in grado di controllare il suo potere. Questo continuo avanti e indietro tra passato e futuro è una maledizione sia per lui che, appunto, per la moglie la quale (poveretta) ogni volta che lui scompare deve aspettarlo senza sapere dove sia, se stia bene e quando tornerà al presente. 
Un romanzo d’amore dolce e struggente in cui la trama surreale non stona affatto anzi, amplifica e racconta egregiamente la solitudine di chi ama ma deve lasciare andare. 
Già della prima pagina mi aveva conquistato nell’estate del 2017 quando andavo a leggerlo, non appena smetteva la pioggia, sulla collina di Hampstead Heath:

CLARE: It’s hard being left behind. I wait for Henry, not knowing where he is, wondering if he’s okey. It’s hard to be the one who stays. I keep myself busy. Time goes faster that way. I go to sleep alone, and wake up alone. I take walks. I work until I’m tired. I watch the wind play with the trash that’s been under the snow all winter. Everything seems simple until you think about it. Why is love intensified by absence?

MATT HAIG – REASONS TO STAY ALIVE
Stessa estate del precedente, un libro molto onesto e confortante per tutti coloro che soffrono di ansia, depressione o altre forme di malattia mentale. L’autore racconta la sua storia e il suo percorso verso la guarigione. Un libro privo di giudizi e formule magiche in cui è molto facile rispecchiarsi.
È ok stare male in estate mentre tutti ostentano gioia in vacanza, magari questo libro può farti sentire meno solo/a o può aiutarti a stare accanto a qualcuno che non sta bene.

Thirteen years ago I knew this couldn’t happen. I was going to die, you see. Or go mad. There was no way I would still be here. Sometimes I doubted I would even make the next ten minutes. And the idea that I would be well enough and confident enough to write about it in this way would have been just far too much to believe.One of the key symptoms of depression is to see no hope. No future. Far from the tunnel having light at the end of it, it seems like it is blocked at both ends, and you are inside of it. So if I could have only known the future, that there would be one far brighter than anything I’d experienced, that one end of the tunnel would have been blown to pieces, and I could have faced the light. So the fact that this book exits is proof that depression lies”.

Se sti pensando che questi libri siano pesanti, ti assicuro che non lo sono. Trattano di argomenti seri e di amori poco frivoli ma sono davvero un piacere per la mente e per il cuore. E comunque essere pesante è un mio tratto distintivo, facciamocene (io per prima) ‘na ragione. 

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